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CIELI ROSSI


L'attività solare come sappiamo è entrata in uno stadio di bassa attività solare centenaria dal 2008 ad oggi, seguendo un trend di decrescita che dura da oltre mezzo secolo.
Come conseguenza di ciò la biosfera terrestre ha mostrato significativi mutamenti nel corso della seconda parte del XX secolo e l'inizio del XXI, accompagnata da una crescente tendenza al raffreddamento della temperatura degli strati elevati dell'atmosfera oltre che della massa oceanica globale.
Ciò ha drammatici effetti meteorologici che accentuano gli effetti delle gravi siccità dovuti allo spostamento delle fasce delle precipitazioni oltre che ad un rapido irrigidirsi degli inverni, nonostante una maggiore variabilità stagionale che spesso è tradotta in inverni miti e secchi in altre aree accompagnati da un successivo trend stagionale che potrebbe essere sostituito da estati e primavere più fredde e piovose.
Tale fenomeno naturale era già noto in passato durante la Little Ice Age.
Eccezione fatta per tutto ciò, tale trend di decrescita di oltre mezzo secolo altro non è che uno stadio di transizione verso una Grande Recessione Solare, vale a dire un prolungato stadio secolare, in cui il Sole essendo una stella variabile subisce un crollo delle emissioni di irradiamento della durata di diversi secoli con fasi di maggior intensità, succedute a fasi di minor intensità e in questi periodi secolari si manifestano le Little Ice Ages.
Contrariamente alle aspettative tuttavia sembra che durante questi bassi stadi di attività, l'attività solare sia assai molto più instabile e imprevedibile di quanto ci si potesse aspettare da una quiete solare, di conseguenza un prolungato periodo di quiete può all'improvviso tradursi in un imprevisto aumento dell'attività o addirittura con l'aumento di altri parametri di attività.
Per esempio, uno studio condotto da scienziati statunitensi ha rilevato che il Sole emette una quantità di luce ad alta energia superiore alle previsioni, costituita da raggi gamma.
Ma la cosa più insolita è che i raggi con l'energia più alta appaiono quando la stella è al suo punto meno attivo, secondo lo studio, che è pubblicato sulla rivista Physical Review Letters.
Il lavoro è la prima indagine che ha esaminato i raggi gamma su gran parte del ciclo solare, un periodo di circa 11 anni durante i quali l'attività della stella aumenta e diminuisce.
Il gruppo di scienziati, guidato dall'astrofisico Tim Linden, ha analizzato i dati che il telescopio spaziale a raggi gamma Fermi della NASA ha raccolto tra l'agosto 2008 e il novembre 2017.
Le osservazioni includevano un periodo di bassa attività solare nel 2008 e nel 2009, un periodo di maggiore attività nel 2013 e una riduzione dell'attività al minimo prima dell'inizio di un nuovo ciclo nel 2018.
Il team ha monitorato il numero di raggi gamma solari emessi ogni secondo, nonché le loro energie e da dove provenivano.
Il team ha riferito che durante gli anni analizzati, il numero di raggi gamma emessi era così alto, oltre 50.000 milioni di elettronvolt, il quale tutte le previsioni erano state superate.
Tuttavia, è interessante notare che i raggi con energie superiori a 100 GeV sono apparsi solo durante l'attività solare minima.
Ulteriori fatti interessanti sembrano evidenziare che le Grandi Recessioni Solari, contrariamente alle aspettative, non sono un disinnesco naturale per eventi solari di grande portata simili all'Evento di Carrington, ma piuttosto nonostante la frequenza di molti di questi eventi venga meno sembra addirittura renderli molto più pericolosi di quanto ci si aspetti, ponendo così una grave minaccia per l'intera griglia elettrica mondiale oltre che per l'intera infrastruttura tecnologica.

L'Evento di Carrington si è manifestato proprio durante i decenni finali della Little Ice Age (1250-1913), nel 1859, ed è la più grande tempesta solare mai osservata e avvenne durante un ciclo di bassa attività solare.
Fu visualizzata il primo settembre 1859 e deve il suo nome a Richard Carrington, un astronomo inglese che, grazie al suo studio delle macchie solari, fu precursore anche della Legge di Spörer.
L'evento produsse i suoi effetti su tutta la Terra dal 28 agosto al 2 settembre.
La tempesta provocò notevoli disturbi alla allora recente tecnologia del telegrafo, causando l'interruzione delle linee telegrafiche per 14 ore e produsse un'aurora boreale visibile anche a latitudini inusuali (es. Roma, Giamaica, Hawaii e Cuba).
Il 1 settembre 1859 alle ore 11.18 in una mattinata serena priva di nuvolosità, mentre era dedito all'osservazione del Sole attraverso un telescopio che ne proiettava l'immagine su uno schermo, Richard Carrington, allora all'età di 33 anni, accentrò la sua attenzione su un paio di luci accecanti apparse improvvisamente dentro una formazione di macchie solari che stava studiando, avevano una strana forma a fagiolo ed eguagliavano, se non superavano addirittura, la stessa luminosità della nostra stella.
Agitatissimo, comprendendo di essere testimone di un evento straordinario, corse a cercare qualcuno che avallasse la sua scoperta, ma purtroppo quando ritornò, con sua grande sorpresa s'accorse che l'intensità di quelle luci si era alquanto affievolita fino a scomparire.
Il giorno successivo, poco prima dell'alba, i cieli nei pressi delle latitudini di Cuba, Bahamas, Giamaica, El Salvador ed Hawaii si colorarono di rosso sangue a causa di intense e variopinte aurore, la cui causa era da riportare a quelle luci che Carrington la mattina precedente aveva avuto la fortuna di poter osservare, ed altro non erano che flare, esplosioni magnetiche che avvenivano sulla superficie solare.

Sul treno a vapore da Perth, in Australia, il 1 settembre 1859, tutti i passeggeri sono rimasti deliziati da un fenomeno incredibile.
Si trattava dell'Aurora Australis, ma così luminosa che accendeva la notte come se fosse giorno.
Il capitano, Thomas Taylor, non aveva mai visto un'Aurora così vicina all'equatore prima.
I cieli in tutto il pianeta Terra divampavano di rosso, verde, viola e aurore così brillanti che i giornali potevano essere letti facilmente come in pieno giorno.
Dall'altra parte del mondo, un brillante Aurora Borealis è stata visto ad estremo sud dai Caraibi alle Hawaii.
Sistemi Telegrafici in tutta Europa e Nord America facevano scintille per i sovraccarichi di energia elettrica e la carta telegrafica si incendia spontaneamente.
Durante l'evento Carrington, l'aurora boreale è stata segnalata fino a sud come Cuba e Honolulu, mentre l'aurora boreale è stata vista fino a nord di Santiago, in Cile.
I bagliori erano così potenti che "le persone negli Stati Uniti nord-orientali potevano leggere la stampa dei giornali solo dalla luce dell'aurora" , ha dichiarato Daniel Baker, del Laboratory for Atmospher and Space Physics dell'Università del Colorado , in una riunione di geofisica dello scorso dicembre.
Inoltre, i disordini geomagnetici erano abbastanza forti da far sì che gli operatori del telegrafo degli Stati Uniti riferissero che scintille saltavano dalle loro apparecchiature, alcune abbastanza gravi da provocare incendi, ha affermato Ed Cliver, un fisico spaziale presso il laboratorio di ricerca dell'aeronautica statunitense a Bedford, nel Massachusetts.
Per rendere un esempio di ciò che hanno visto in quel periodo si riportano le immagini delle aurore che seguirono una tempesta solare durante il secondo picco solare del ciclo 23 il 30 ottobre 2003.

Ore 22:40 (21:40 u.t.) San Vito di Cadore, Nord Italia

30 ottobre 2003 ore 22:43
l'Aurora Boreale verso il Pomagagnon Cristallo (Nord Italia)

Un'Evento di Carrington ormai è chiaro che se si manifestasse oggi metterebbe fine all'infrastruttura tecnologica mondiale.
Gli effetti di un simile evento sono dettagliati un rapporto della NASA.
Il rapporto sottolinea l'esistenza di due principali problemi: il primo è che le moderne reti elettriche, progettate per funzionare a tensioni molto elevate su aree geografiche molto grandi, sono particolarmente vulnerabili a questo tipo di tempeste dal sole.
Il secondo problema è l'interdipendenza di questi impianti con i sistemi di base che garantiscono la nostra vita, come l'approvvigionamento idrico, il trattamento delle acque reflue, il trasporto di cibo e merci, i mercati finanziari, le reti di telecomunicazioni.
Molti aspetti cruciali della nostra esistenza dipendono dal fallimento della fornitura energia elettrica.
Né l'acqua ne trasporti ed esattamente l'opposto di ciò che accade con la maggior parte delle catastrofi naturali, interesserebbe società molto più ricche e tecnologiche, tanto meno quelle in via di sviluppo.
Secondo un rapporto dell'American National Academy of Sciences, una tempesta magnetica simile a quella del 1859 neutralizzerebbe negli USA circa 300 dei più grandi trasformatori elettrici del Paese in un periodo di soli 90 secondi.
Ciò significherebbe lasciare senza elettricità più di 130 milioni di cittadini statunitensi.
La prima cosa che sarebbe scarsa sarebbe l'acqua potabile.
Le persone che vivevano in un appartamento alto sarebbero le prime a rimanere senza acqua, poiché le pompe responsabili di condurlo ai piani superiori degli edifici non funzionano.
Sarebbe bastato un giorno a tutti gli altri a rimanere senza acqua, poiché senza elettricità, una volta consumata la conduttura, sarebbe impossibile pomparla da paludi e bacini.
Non ci sarebbe nemmeno il trasporto elettrico.
Né i treni, né la metropolitana, che immobilizzerebbero milioni di persone e strangolerebbero una delle principali rotte di approvvigionamento di alimenti e merci alle grandi città.
Una grande tempesta magnetica metterebbe fine ai trasformatori elettrici.
Quindi l'acqua potabile sarebbe scarsa e il trasporto elettrico non funzionerebbe: né treni né la metropolitana
I grandi ospedali, con i loro generatori, potrebbero continuare a servire per circa 72 ore.
Dopodiché, addio alla medicina moderna.
E la situazione, inoltre, non migliorerebbe per mesi, forse per interi anni, poiché i trasformatori bruciati non possono essere riparati, sostituiti solo da nuovi.
E il numero di trasformatori di riserva è molto limitato, così come i team specializzati responsabili dell'installazione, un compito che richiede circa una settimana di intenso lavoro.
Una volta esauriti, tutti gli altri dovrebbero essere fabbricati e l'attuale processo di fabbricazione di un trasformatore elettrico dura quasi un anno intero.
Il rapporto stima che lo stesso accadrà con i gasdotti e i oleodotti, che hanno bisogno di elettricità per funzionare.
E per quanto riguarda le centrali a carbone, brucerebbero le loro riserve di carburante in meno di trenta giorni.
Riserve che, poiché il trasporto è paralizzato a causa della mancanza di carburante, non può essere sostituito.
E le centrali nucleari non sarebbero nemmeno una soluzione, poiché sono programmate per disconnettersi automaticamente non appena si verifica un guasto grave nelle reti elettriche e non funzionare di nuovo fino al ripristino dell'elettricità.
Senza riscaldamento o raffreddamento, le persone inizierebbero a morire nel giro di pochi giorni.
Le prime vittime sarebbero quelle che dipendono dalle cure mediche
Senza riscaldamento o raffreddamento, le persone inizierebbero a morire nel giro di pochi giorni.
Tra le prime vittime, tutte quelle la cui vita dipende dalle cure mediche o dalla fornitura regolare di sostanze come l'insulina.
La sorpresa tuttavia arriva quando due brillamenti solari comparabili all'Evento di Carrington sono stati evitati sia durante il ciclo solare 23 che durante il ciclo solare 24, quanto non hanno colpito direttamente la Terra.
Il primo di essi fu il più potente brillamento solare mai registrato di classe X45, ("X" sono quelli di maggiore potenza) e avvenne tra la fine di ottobre 2003 e l'inizio di novembre 2003.

Una serie di tempeste ha generato il più grande bagliore solare mai registrato dal sistema GOES, modellato forte come X45 (inizialmente stimato a X28 a causa della saturazione dei rilevatori GOES).
I sistemi e le comunicazioni via satellite sono stati colpiti, gli aerei sono stati avvisati di evitare le alte altitudini vicino alle regioni polari , e si è verificata un'interruzione di corrente di un'ora in Svezia come risultato dell'attività solare.
Le aurore sono state osservate a latitudini fino a sud del Texas [2] e dei paesi mediterranei d' Europa.
Il satellite SOHO si guastò temporaneamente e Advanced Composition Explorer (ACE) fu danneggiato dall'attività solare.
Numerosi altri veicoli spaziali sono stati danneggiati o hanno subito tempi di inattività a causa di vari problemi.
 Alcuni di essi sono stati intenzionalmente messi in modalità sicura per proteggere le apparecchiature sensibili.
Gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) hanno dovuto rimanere all'interno delle parti più protette del segmento orbitale russo per proteggersi dall'aumento dei livelli di radiazione.
Sia il veicolo spaziale Ulisse che all'epoca era vicino a Giove , sia Cassini, avvicinandosi a Saturno , furono in grado di rilevare le emissioni.
Nell'aprile 2004, Voyager 2 è stato anche in grado di rilevarli quando hanno raggiunto il veicolo spaziale.
La tempesta solare del brillamento di classe X45 è stata compartata dagli scienziati nella sua intensità all'evento Carrington del 1859.
Un'altro "Evento di Carrington" evitato al contrario è stato nel 2012, vale a dire durante il ciclo solare 24, quando l'attività solare era a parametri inferiori rispetto al ciclo solare 23, e durante il ciclo solare più debole da 190 anni.

Nel 2012, il Sole è divampato con una potente tempesta solare che aveva appena perso la Terra ma era abbastanza grande da "riportare la civiltà moderna al 18 ° secolo", ha detto la NASA.
Il meteo spaziale estremo che ha attraversato l'orbita terrestre il 23 luglio 2012, è stato il più potente in 150 anni, secondo una dichiarazione pubblicata sul sito web dell'agenzia spaziale americana.
"Se l'eruzione fosse avvenuta solo una settimana prima, la Terra sarebbe stata sulla linea di fuoco", ha dichiarato Daniel Baker, professore di fisica atmosferica e spaziale all'Università del Colorado.
Invece la nuvola di plasma ha colpito il veicolo spaziale STEREO-A, un osservatorio solare che è "quasi idealmente attrezzato per misurare i parametri di un tale evento", ha detto la NASA.
Gli scienziati hanno analizzato il tesoro di dati raccolti e hanno concluso che sarebbe stato paragonabile alla più grande tempesta di spazio conosciuta nel 1859, nota come evento Carrington.
Sarebbe stato anche due volte più grave della tempesta solare del 1989 che ha messo fine al potere in Quebec, hanno detto gli scienziati.
"Sono uscito dai nostri recenti studi più convinto che mai che la Terra e i suoi abitanti siano stati incredibilmente fortunati che l'eruzione del 2012 sia avvenuta quando è successo", ha dichiarato Baker.
Negli ultimi due cicli solari 23-24 per due volte consecutive la Terra ha evitato un possibile nuovo Evento di Carrington.
Eccezione fatta per tutto ciò sembra che uno studio abbia ufficializzato che un possibile Evento di Carrington non avrebbe solo effetti sull'infrastruttura elettronica del nostro pianeta, ma anche sul clima.
Un studio ufficiale pubblicato in Atmospheric Chemistry and Physics rileva che "un evento solare, se si verifica nel prossimo futuro, di un'intensità simile a quella dell'evento di Carrington del 1859" avrebbe un impatto maggiore sulla composizione dell'atmosfera in tutto l'ambiente, il che comporterebbe una riduzione significativa e persistente dell'ozono totale, con conseguente "significativo raffreddamento globale sotto i 3 ° C".

Dallo studio: gli eventi di particelle di energia solare, spesso indicati come eventi di protoni solari (SPE), si verificano quando i protoni e altre particelle emesse dal Sole attivo vengono accelerati a energie molto elevate (per i protoni fino a 500 MeV) durante un tempesta solare, o nello spazio interplanetario da onde d'urto magnetiche associate a espulsioni di massa coronale (Reames, 1999).
Di solito durano pochi giorni. I protoni ad alta energia vengono deviati quando entrano nel campo magnetico terrestre e, entrando nell'atmosfera, possono causare una ionizzazione massiccia, compresa una significativa produzione di HOx e NOx (Seppèal¨a et al., 2004; Jackman et al, 2009 ) ..
Sulla base della modellistica fatta qui, e mentre l' evento Carrington del 1859 è durato solo due giorni, l'evento protonico ha causato continui cambiamenti nell'ozono atmosferico che duravano fino a diversi mesi, gli autori prevedono che un tale evento effettivo potrebbe causare il "raffreddamento" di fino a 5 C° nell'Europa orientale e in Russia, con una diminuzione leggermente inferiore di circa 3 C° nell'emisfero australe".
Sommario:
Abbiamo modellato in modo intenso l'impatto atmosferico di un simile evento energetico di particelle solari simile a quello che è considerato l'evento di Carrington del 1 settembre 1859.
Tassi di ionizzazione per l'evento dell'agosto 1972, che avevano uno spettro di energia comparabile per l'evento Carrington, sono stati aumentati in proporzione alla fluidità stimata per entrambi gli eventi.
Gli effetti sulla chimica dell'atmosfera, la temperatura e la dinamica sono stati studiati usando il modello di chimica 3D Clima Socol v2.0.
Abbiamo trovato risposte significative da NO x , HO x , ozono, temperatura e vento zonale.
Ozono e NO x hanno in comune una risposta eccezionalmente forte e di lunga durata a questo evento di protone solare.
Il modello conferma un aumento di 3 volte di NO x generato nella stratosfera superiore fino alla fine di novembre e un aumento mesosferico fino a 10 volte maggiore di HO x.
A causa degli aumenti di NO x e HO x , l'ozono si riduce fino a 60- 80% nella mesosfera nei giorni successivi all'evento e fino al 20-40% nella stratosfera media della durata di alcuni mesi dopo l'evento.
L'ozono totale è ridotto fino a 20 DU nell'emisfero settentrionale e fino a 10 DU nell'emisfero meridionale.
Le temperature della troposfera e della superficie mostrano un raffreddamento significativo e i venti zonali cambiano significativamente.
In conclusione, un evento di protone solare, se si verifica nel prossimo futuro, con un'intensità simile a quella attribuita all'evento di Carrington del 1859, dovrebbe avere un impatto notevole sulla composizione atmosferica in tutta l'atmosfera, con conseguente diminuzione persistente della quantità totale di ozono.
Dalle osservazioni conclusive:
L'ultima gamma è un raffreddamento fino a 5K nell'Europa orientale e in Russia a una riduzione leggermente inferiore di circa 3K per l'emisfero meridionale.
Pertanto, è importante analizzare l'impatto delle particelle di energia con un MCC 3-D per garantire che gli aspetti dinamici e i trasporti siano tenuti in debito conto. In questo documento, l'evento del protone solare è stato inserito durante l'equinozio.
Pensiamo che l'impatto potrebbe essere ancora maggiore se accadesse prima durante l'inverno, perché il Vortice Polare impedisce lo scambio di aria fresca dalle medie latitudini con la regione polare.

Questo ci ricollega indirettamente ad un'altro argomento che riguarda l'Aurora Borealis.
L'aurora boreale e australe sono tra gli eventi atmosferici più spettacolari. Chiamate Aurora australis nell'emisfero australe sono prove evidenti del rapporto tra sole e clima.
All'inizio li chiamavano piccoli ballerini dai piccoli danzatori francesi.
In Inghilterra, furono anche chiamate luci di Lord Derwentwater perché erano insolitamente luminose il 24 febbraio 1716, il giorno in cui fu decapitato durante il Minimo di Maunder.
Un cattivo presagio per lui, ma erano anche un indicatore del maltempo e dei fallimenti del raccolto del periodo.
Le particelle ionizzate che fuoriescono dal sole sono chiamate Vento Solare.
Il termine è fuorviante perché sono solide particelle cariche elettricamente. L'attività sul Sole è vista come macchie solari e brillamenti solari e coincide con le variazioni dell'intensità del vento solare.
Quando queste particelle cariche raggiungono i livelli superiori dell'atmosfera terrestre, si scontrano con le molecole di azoto e ossigeno. Questa collisione crea cariche elettriche che fanno brillare le molecole di gas.
Il gas determina i colori dell'Aurora. L'azoto produce rosso e ossigeno le tonalità da quasi bianco attraverso giallo a verde.
Molte persone dei primi abitanti del Nord America li hanno usati per predire il tempo.
I Cree di Manitoba si aspettavano da tre a quattro settimane di freddo dopo un periodo prolungato di osservazioni. Questo è molto preciso in quanto si riferisce al movimento medio verso est delle Onde di Rossby.

Henry Youle Hind, leader di una spedizione scientifica in tutto il Canada, scrisse il 19 settembre 1858 sulle previsioni di Ojibway:
"Arrivammo alla foce del fiume alle 10 e ci affrettammo a servirci di un vento da sud-est solo per alzarci. Ieri sera l'aurora era molto bella e si estendeva ben oltre lo zenit, portando gli esploratori a predire una giornata ventosa. Con loro prevale l'idea che quando l'aurora è bassa, il giorno seguente sarà calmo; quando è alta, tempestoso."

L'immagine composita della NASA mostra l'Aurora dallo spazio come un cerchio attorno al Polo Magnetico.
Anche se ad un'altitudine più elevata è coincidente con la cupola di aria polare che si trova sopra il Polo.
L'anello aurorale si espande e si contrae mentre la cupola dell'aria fredda si espande e si contrae.
Ciò significa che quando l'Aurora viene vista più vicino all'Equatore c'è gelo che pervade l'emisfero settentrionale. Questa è la situazione degli ultimi anni. È accentuato dal cambiamento di modello nelle onde di Rossby lungo il fronte polare da onde di ampiezza bassa a elevata.
Il risultato è che diffusioni più estreme di aria polare si spingono ulteriormente verso l'equatore e l'aria calda penetra ulteriormente verso il Polo mentre l'aria fredda si sposta di mezzo.
Condizioni simili si verificarono nel 17 ° secolo, durante il Minimo di Maunder.
Samuel Pepys (1633-1703) scrisse di quelle condizioni in molte occasioni.
Erano particolarmente preoccupati per gli inverni miti, quindi il governo ha raccomandato di agire. Il 15 gennaio 1662, Pepys scrisse:
“ E dopo che abbiamo mangiato, lui (Mr. Bechenshaw, un amico) mi ha chiesto se non abbiamo commesso un errore nel mangiare oggi, dicendomi che è un giorno di digiuno, ordinato dal parlamento di pregare per un clima più stagionale che finora aveva avuto è stato un clima estivo, scaldando ogni altra cosa, proprio come se fosse la metà di maggio o giugno, minaccia una pestilenza a seguire, perché era quasi tutto l'ultimo l'inverno, e tutto l'anno dopo un periodo molto malaticcio, fino ad oggi ”.
Le preghiere sono state ripagate.
Il 26 gennaio Pepys scrisse,
“È stata una bella giornata gelida chiara. Dio ce ne mandi di più, perché il clima mite di tutto questo inverno ci fa temere un'estate malata. ”
La preoccupazione di Pepys rispecchia un vecchio inglese che dice che,
"Un inverno verde fa un grasso cimitero".
La sua preoccupazione era fondata perché la peste tornò, raggiungendo Londra nel 1665.
Quando leggi l'intera serie di voci meteorologiche nei diari di Pepys che coprono il periodo 1660-1690, lo schema del tempo notevolmente variabile è sintomatico di un flusso di Rossby Wave meridionale, proprio come oggi.
Un'altro fenomeno solare che appare nuovo degli ultimi due cicli è quello dei cosidetti "brillamenti-lampo." (termine coniato da noi)
Si tratta di una nuova categoria di flare solari che a differenza degli altri è in grado di diffondere ondate di particelle nell'ordine di pochi minuti, dal Sole alla Terra.

Un fatto interessante avvenne nel 2005 quando il Sole nel gennaio riprese la sua attività, ma a preoccupare gli scienziati non è stata stavolta l'intensità delle tempeste magnetiche quanto l'incredibile velocità con cui si sono manifestate.
La maggior parte delle tempeste di protoni impiega almeno due ore dal momento del rilevamento visivo per raggiungere l'orbita terrestre.
Un bagliore solare il 20 gennaio 2005 ha rilasciato la più alta concentrazione di protoni mai misurata direttamente, dando agli astronauti appena 15 minuti per raggiungere il riparo.
"In passato siamo stati colpiti da forti tempeste di protoni, ma mai così rapidamente", diceva il fisico solare Robert Lin dell'UC Berkeley. "Le tempeste di protoni normalmente si sviluppano ore o addirittura giorni dopo un bagliore."
Questo è arrivato in pochi minuti.
"Un astronauta sulla Luna, all'aperto il 20 gennaio, non avrebbe quasi avuto il tempo di correre al riparo", afferma Lin.
La tempesta è arrivata veloce e "dura", con energie protoniche superiori a 100 milioni di volt di elettroni.
Questi sono il tipo di particelle ad alta energia che possono danneggiare le cellule e i tessuti umani."
Appare chiaro che questo era nuovo tipo di flare solari, i quali in alcune occasioni si sono manifestati raramente anche durante l'attuale ciclo solare 24.
Tali eventi potrebbero essere legati al fatto che i cicli solari man mano che decresceranno di intensità nei prossimi decenni avranno una durata maggiore, di conseguenza la distribuzione temporale dei flare di forte intensità oltre che l'irregolarità magnetica tenderanno a produrre imprevisti eventi di forte intensità anche mentre il ciclo solare è in fase di decrescita,  per esempio il flare di gennaio 2005 avvenne quando il ciclo solare 23 stava decrescenti verso il minimo undecennale.
Uno studio del 2009 ha ufficializzato che l'attività solare è entrata in uno stadio in cui i prossimi cicli si indeboliranno diventando sempre più con una durata maggiore.
Estratto:
"La recente scarsità di macchie solari e il ritardo nell'avvio previsto del ciclo solare 24 hanno attirato l'attenzione sulle sfide legate alla previsione dell'attività solare.
I modelli tradizionali del ciclo solare di solito richiedono informazioni sull'ora di inizio e di salita, nonché sulla forma e l'ampiezza del ciclo.
Con questo tutorial, analizziamo le variazioni nella lunghezza del ciclo numerico delle macchie solari ed esaminiamo se la variabilità può essere spiegata in termini di un modello secolare.
Abbiamo identificato cicli a lungo termine nei dati di archivio dal 1610–2000 utilizzando analisi di traccia mediana della durata del ciclo e analisi dello spettro di potenza della ( O - C) residui delle date dei minimi e dei massimi delle macchie solari.
Le analisi della traccia mediana dei dati che coprono 385 anni indicano una durata del ciclo con un periodo di 183-243 anni e un'analisi dello spettro di potenza identifica un periodo di 188 ± 38 anni. Troviamo anche una corrispondenza tra i tempi dei minimi storici e la lunghezza del ciclo delle macchie solari, in modo tale che la durata del ciclo aumenti durante il periodo in cui il numero di punti è al minimo.
In particolare, la durata del ciclo stava aumentando durante il minimo di Maunder quando quasi nessuna macchia solare era visibile sul Sole.
Il nostro studio suggerisce che la lunghezza del ciclo numerico delle macchie solari dovrebbe aumentare gradualmente, in media, per i prossimi 75 anni, accompagnata da una graduale diminuzione del numero di macchie solari."
Questo potrebbe significare che se l'attività delle macchie solari scenderà potremmo assistere ad un aumento di altri tipi di manifestazioni solari, come ad esempio l'attività dei raggi gamma, i "brillamenti-lampo" con la comparsa di sporadica di macchie solari ecc.
Questo ci riporta all'attuale minimo undecennale che intercede tra il ciclo solare 24 e il ciclo solare 25.
Tra dicembre 2019 e gennaio 2020 un aumento delle macchie solari del ciclo 25 sembra indicare che il nuovo ciclo solare stia effettivamente per iniziare.

Le due nuove macchie solari, designate come NOAA 2753 e 2754, sono state viste il 24 dicembre dal Solar Dynamics Observatory della NASA, un satellite che controlla l'esterno e l'interno del sole da un'orbita geosincrona a più di 22.000 miglia (oltre 35.000 chilometri) sopra la superficie terrestre.
La polarità magnetica è effettivamente del ciclo solare 25, ma un osservazione più accurata mostra anche che fino a pochi giorni prima sul lato opposto del sole si era composta una macchia solare del ciclo solare 24, il punto più chiaro (sotto) mostra chiaramente che tale macchia solare si stava effettivamente disperdendo ma attraverso il magnetogramma quanto restava della sua polarità era ancora evidente come del ciclo solare 24.

Nel periodo di gennaio poche altre macchie solari del ciclo solare 25 si sono formate (a destra), in quello che sembra un chiaro aumento della frequenza, ma anche un'altra macchia solare del ciclo 24 si è formata dietro il lato opposto del sole. (punto chiaro a sinistra)

Questo evidenzia come al contrario delle aspettative il ciclo solare 24 è ancora in corso e saranno necessari almeno altri due anni affinché la transizione con il ciclo solare 25 sia completa: essendo il ciclo solare 23 durato circa oltre 12 anni e qualche mese, il ciclo solare 24 essendo molto più debole avrà una durata di almeno 13 anni, vale a dire fino al 2021 coesistendo con il ciclo solare 25 in fase stagnante e prolungando il minimo solare iniziato nel giugno 2019.
Questo indubbiamente indebolirà il ciclo solare 25, già previsto inferiore al precedente, il quale se comparato allo stesso stadio iniziale del ciclo solare 24, le macchie solari di quest'ultimo erano di dimensioni assai maggiori rispetto al ciclo solare 25, sinonimo di una minore attività magnetica.
Quindi, rispetto al ciclo solare 24 il ciclo solare 25 è destinato a durare almeno fino al 2034, circa 14 anni.

Attenzione a non confondere le dimensioni delle immagini

Nel corso del 2019, primo anno del minino solare sono stati superati i 280 giorni senza macchie solari, rispetto al 2008 che ne conteggiava 268, questo è indice di un minimo solare più profondo.
Il 2020 ha la probabilità di eguagliare numeri simili o addirittura (improbabile) superare i 300 giorni senza macchie solari, mentre il 2021 dovrebbe vedere tali numeri dimezzati man mano che il ciclo solare 24 si esaurisce e il ciclo solare 25 prende diventa attivo.

L'esperto David Archibaild conferma che il ciclo solare non è terminato fino a quando l'angolo di inclinazione del foglio di corrente eliosferica non si è appiattito e, come nella rotazione di Carrington 2224, l'angolo di inclinazione è ancora sopra qualche grado dall'appiattimento. Se la data di appiattimento è vincolata dalla pendenza del declino dal picco del ciclo, l'ultima data di appiattimento è marzo 2021.
E' sempre più evidente che il ciclo solare 25 entrerà in piena attività dal 2022, pur essendo inferiore al ciclo solare 24 e più lungo tuttavia non assisteremmo ad una scomparsa della macchie solari in un Minimo di Maunder oppure in un Minimo di Dalton, tuttavia un'ulteriore riduzione di tale attività è prevista dagli esperti solari.
Ciò nonostante eventi solari simili a quelli che abbiamo assistito nel corso del ciclo 23 e del ciclo 24 sono pressoché certi e dal momento che in entrambi i cicli la Terra ha evitato un nuovo Evento di Carrington per due volte consecutive, un evento simile anche in questo ciclo è probabile si manifesti sperando di evitare la Terra, o per lo meno non la investa nel periodo invernale visti gli effetti climatici che ciò avrebbe.








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